Lorenzo svolge a Firenze attività mercantile di prodotti "coloniali" sicuramente dal gennaio 1792 fino al 4 ottobre 1808. Collaborano in questa attività Tommaso Bartolini e Luigi Bandinelli . Il 6 ottobre 1808 acquista da Alessandro Cerchi, con atto rogato Notaio Giuseppe Seravalli, la villa di Strada con sei poderi annessi nel popolo di Santo Stefano a Castiglioni per il prezzo di 9.500 scudi pari a lire italiane 55.860 (nel 1864).
Lì va ad abitare e, non essendo sposato, riunisce la famiglia del fratello Luigi defunto nel 1802 (nel 1817 costituirà la dote per la nipote Caterina, figlia di Luigi).
La mia ipotesi sulle ragioni che indussero Lorenzo a liquidare l'attività mercantile in Firenze:
nel dicembre 1807 la Toscana entra a far parte dell’Impero Francese e si estendono così anche al porto di Livorno (col quale evidentemente Lorenzo aveva frequenti contatti e da cui transitavano le merci) le restrizioni imposte dal cosiddetto Blocco Continentale che impedivano nei porti francesi l’attracco delle navi inglesi e lo sbarco dei prodotti coloniali considerati “a priori” come provenienti dall’Inghilterra; di conseguenza gli affari di Lorenzo vengono ulteriormente e gravemente danneggiati e lo inducono a prendere in considerazione una nuova forma di attività dove reinvestire i proventi dell'attività commerciale. Si trasforma quindi da “mercante” nuovamente in "possidente" proprietario di fondi agricoli, investendo nella principale attività economica toscana dell’epoca (l'agricoltura) con l’acquisto di Strada, che diviene la dimora di famiglia.