il CONTADO FIORENTINO

Una vasta area intorno a Firenze costituisce storicamente il "Contado fiorentino", e ancora oggi l'espressione è rimasta ad indicare un territorio non amministrativo ma legato da rapporti di tradizione e di vita tra il capoluogo e la campagna. Un'area varia di situazioni naturali, diversa per caratteri antropici e storici nella quale l'elemento unitario è dato dal forte influsso economico, politico, culturale della città sulle zone rurali e dallo scambio di risorse, di interessi, di persone.

Oggi il Contado come tale non esiste più, ma il suo territorio rappresenta ancora lo storico secolare incontro tra civiltà urbana e civiltà rurale, da cui sono derivati una società e un paesaggio eccezionalmente ricchi di valori storico-ambientali. Un paesaggio dove le opere dell'uomo, le sedi, i campi e ogni altra impronta riflettono ad un tempo la spontaneità locale e l'intervento della cultura cittadina.

Più che un'area ben definita, il Contado fiorentino è un modello di organizzazione e di vita, un esempio di storia civile e di socialità, che si esprime con propri singolari caratteri in seno alla stessa Toscana.

"Il contado della città medievale corrisponde, con buona approssimazione, al 'comitato' diocesi, cioè al contado storico, attraverso una sostanziale continuità con i limiti antichi.

La vittoria riportata nel 1125 su Fiesole e la conseguente distruzione di questa, permise a Firenze di annettere il 'comitato' storico della vinta rivale. II contado fiorentino veniva così, praticamente, a raddoppiarsi, pur mantenendo l'episcopato fiesolano una formale indipendenza.

Una volta definiti i confini meridionali con Siena, tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo - nel Chianti furono inseriti frammenti delle diocesi senese ed aretina -, e considerando che Prato esercitava di fatto il proprio controllo sul versante sinistro della valle del Bisenzio, si può senz'altro affermare che Firenze controllava quasi per intero il territorio delle due diocesi, che può essere quindi indicato, con accettabile approssimazione, come ii contado della città nel suo periodo comunale”. (I. Moretti, 1993).

"Il 'contado' fiorentino comprendeva un tessuto assai vario di comunità, popoli, leghe, ecc., con le loro autonomie e le loro caratteristiche; ma tutti si riconoscevano come membra del corpo specificatamente cittadino e fiorentino. Il contado e Firenze erano i due elementi equivalenti di un modo del tutto particolare di organizzazione del territorio […]. La storia dei rapporti fra Firenze e il contado passa attraverso il prelievo di risorse, di lavoro e di uomini, da parte della città, ma essa ha, a sua volta, esportato nel contado modelli e sistemi insediativi, elaborazioni e prodotti artistici, e infine un "clima' di scambio culturale che non ha avuto luogo in nessun'altra parte del territorio toscano.

Dunque l'area fiorentina si definisce come il risultato del radicamento storico della città nel territorio, e si può identificare con l'estensione che rimanda appunto a tale condizione. E anche se nel tempo alcune parti dell'antico contado sono state scorporate, sostanzialmente la configurazione dell'area da esso definita ha mantenuto una sua ragione di essere in funzione del capoluogo per un arco temporale molto lungo e prossimo all'oggi".(G.C. Romby, P. Roselli, Presenze architettoniche e immagine storica del territorio fiorentino, in "Il paesaggio riconosciuto", Milano, Vangelista, 1984, pp. 7-11, cap.9).

"I rapporti tra città e campagna erano partiti ovviamente da molto lontano nel tempo, tra scontri e coesistenze, assoggettamenti e colonizzazioni. Nel XV secolo la storia delle campagne fiorentine appare ormai quella di un territorio pressoché ovunque soggetto, che la città cerca sempre più di plasmare secondo i suoi interessi pubblici e privati; e proprio per questo i rapporti appaiono tanto multiformi e continui che a ben vedere risulta impossibile comprendere appieno cosa sia stata la società rinascimentale senza tenere nel dovuto conto i contributi che arrivarono a Firenze dal suo territorio; e senza aver presente quanto ¡ fiorentini del tempo investissero in capacità gestionali e in capitali nelle proprie campagne, considerandole la naturale proiezione della loro civiltà urbana". (S. Raveggi, 1983).

(da Giuseppe Barbieri e Rossella Nutini, Il Nobile Contado, AdArnum, FrancoAngeli, 2002)

* Il contado (dal latino comitatus) in età comunale era il territorio rurale sul quale una città dell'Europa medievale esercitava, almeno teoricamente, il proprio controllo e la cui massima estensione corrispondeva di solito con i confini della relativa circoscrizione ecclesiastica (diocesi).(Wikipedia)