scudo, lira toscana, soldo, denaro

Sebbene sia impossibile stimare con precisione il valore odierno del denaro passato, si può tentare un’approssimazione equiparandolo al valore attuale del suo equivalente in oro. Si tratta naturalmente di un esercizio puramente indicativo, che non tiene conto della reale disponibilità di oro e argento nel periodo considerato, della variazione del rapporto oro/argento (aumentato drasticamente dalla metà del XIX secolo) e, soprattutto, del potere d’acquisto effettivo.

Nel Granducato di Toscana, la contabilità si basava su Scudi, Soldi e Denari (o Lire Toscane, Soldi e Denari), dove lo “Scudo” rappresentava un’unità di conto piuttosto che una moneta circolante. Lo Scudo da Lire sette fu coniato nel 1568 e successivamente tra il 1574 e il 1587. Questo scudo d’oro pesava tra i 3,30 e i 3,40 grammi e, presumibilmente (fino alla metà del XIX secolo non si conoscevano fenomeni di svalutazione o inflazione), il suo valore costituiva il riferimento.

Uno scudo equivaleva a 7 lire, ogni lira era divisa in 20 soldi, a loro volta divisi in 12 denari.

Come si diceva si potrebbe fare un calcolo convertendo la moneta nel valore del peso equivalente di metallo prezioso, ma questa stima non tiene conto di tutta una serie di valutazioni e (v. Paolo Malanima) “ha ricevuto numerose critiche convincenti”. “Oggi sappiamo che un confronto corretto è possibile soltanto tramite la conversione delle monete sulla base della parità di potere d’acquisto (PPP o Purchasing Parity Power) che consiste nell’elaborare, per stati diversi, panieri che diano al consumatore la stessa utilità, nel calcolare il loro prezzo e, infine, nell’elaborare tassi di cambio delle monete in base al prezzo di questi panieri.”

Perciò leggendo un saggio sull'economia italiana prima dell'industrializzazione di Paolo Malanima in cui ricostruisce due serie per l'andamento dei prezzi e più precisamente "una per la Toscana (e soprattutto per Firenze), fino al 1620; l’altra per la Lombardia (e soprattutto per Milano), dal 1610 al 1860", mi sono chiesto se fosse possibile ricostruire un valore della lira fiorentina nel 1808 e dare un valore a quanto Lorenzo spese per l'acquisto di Strada, per quanto approssimativo, fondato su criteri basati su una ricerca scientifica.

Dal momento che sono assolutamente inesperto della materia ho pensato di rivolgermi alla cosidetta IA per aver un aiuto il più serio possibile.

Quello che propongo è il riepilogo delle risposte.

Attraverso una serie di passaggi tecnici tra PIL pro capite dell'Italia Centro-Settentrionale nel decennio 1800-10, conversione in PPP internazionali, conversione in euro, verifica con il minimo fisiologico (basati sulle tabelle di Malanima), una lira toscana nel 1808 equivaleva con molta approssimazione a 15,00 euro del 2026.

Ma anche questo calcolo non è perfetto e si riferisce a dati macro-economici come media dell'intera economia dello stato e non è valido dal punto di vista della "vita reale", relativa cioè a salari, sopravvivenza eccetera.

Nel 1800 il cibo pesa enormemente per circa il 60–70% del reddito mentre oggi circa per il 15%; il lavoro è sottopagato, gli affitti sono relativamente bassi, niente welfare, niente servizi moderni.

Il PPP dunque sottostima il costo della vita reale.

Il potere d'acquisto reale valutato sul paniere di beni necessari alla sopravvivenza, ai salari vigenti all'epoca, con una stima finale realistica indica il valore di 1 lira toscana nel 1808 pari a 30 – 80 € attuali (con circa 30 € = valore “beni alimentari” - circa 80 € = valore “lavoro umano”).

Il valore ponderato si può assumere in 1 lira toscana = 50 euro.

Tenendo conto di questa stima sarebbe:

1 scudo = 7 lire toscane = 350,00 euro

1 lira = 50 euro

1 soldo = 1/20 di lira = 2,50 euro

1 denaro = 1/12 di soldo = 0,21 euro